Siamo tutti impegnati a cercare di capire il voto delle Europee e delle Amministrative. PDF Stampa E-mail
Il Partito Democratico si è avvicinato alla scadenza elettorale debole e preoccupato. Debole per l’onda lunga che ci fa ( e ci farà ) pagare la perdita di credibilità politica seguita alla caduta del governo Prodi; debole perché la Costituente del PD è stata percepita come contraddittoriamente legata a quella caduta e a quel fallimento; debole per le scelte operate fino alla segreteria Franceschini.

Usciamo dalla prima tornata elettorale con la certezza che a partire dal PD, in Italia ed in Europa, si deve costruire, con sguardo lungo e responsabile, l’alternativa democratica al governo delle destre.
Siamo consapevoli dell’attuale radicamento della destra italiana e dell’avanzare della sua contraddittoria cultura  del “fare da soli”, ostile alla complessità dei problemi in atto e miope (fare da soli, dell’individuo contro tutti, delle corporazioni contro tutti, dei localismi contro tutti, della nazione contro tutti). Abbiamo  negli occhi l’immagine di un paese più “incattivito”, visto che a destra vince chiaramente la Lega,  il populismo più violento e duro, mentre a sinistra vince l’Italia dei Valori con il suo messaggio, che unisce maggiore intransigenza ideale e maggiore indeterminatezza politica. Siamo consapevoli che il berlusconismo e la destra populista non si riducono a Berlusconi, che ha deciso di “dare la spallata”, giocando di nuovo tutto sulla sua persona per andare verso una situazione politica di monopolio e di modifiche costituzionali, ma che si vede invece costretto entro limiti precisi.

Inoltre, anche gli ultimi risultati dai Comuni e dalle Province confermano che il PD e l’intero centrosinistra devono avventurarsi in una esperienza politica nuova rispetto alle eredità precedenti: le rendite di posizione scompaiono,  avremo consensi se risponderemo ai problemi con credibilità ed affidabilità.  Questo accade in Italia ma accade anche alla sinistra Europea, che non può più limitarsi ad imporre vecchie identità e vecchie ricette ma ascoltare chi pone attenzione ai mutamenti epocali ed alla necessità di nuovi strumenti politici.
“Di fronte a questo il Partito Democratico, pur nel suo non facile cammino, è l’unica concreta  risposta. È il momento di dimostrare che l’Italia può essere diversa, che ha profonde radici etiche e che è ancora capace di contribuire alla crescita democratica di una nuova Europa.”  (Romano Prodi).     

Colgo l’occasione per rivolgere un particolare ringraziamento a Franco Vaccari, candidato del PD nella Circoscrizione Centro

Franco Vaccari ha accettato la sua candidatura alle Europee privilegiando la necessità di rispondere all’appello che gli proveniva dai gravi problemi del Paese e dai gravi problemi in cui versa la politica italiana.
Ha girato la Toscana incontrando molti amici, cui ha saputo dare ragioni di impegno e di speranza, di fronte ad una politica spesso deludente e inadeguata.
E’ venuto a Lucca ed ha saputo appassionare, dare ragioni e toccare le emozioni e la razionalità: passione ed argomenti consapevoli e lungimiranti insieme, di questo è fatta la politica quando non scade a reazione umorale o, al contrario, a freddo calcolo personale e di parte.
Franco Vaccari ha preso 1019 preferenze nel Comune di Lucca, il comune dove vivo e nel quale ho aderito al PD. Segue a distanza il giornalista Sassoli, conosciuto ed apprezzato da tanti cittadini, ed è arrivato a ridosso del candidato “destinato” dal PD Toscano all’Europarlamento. E’ una ulteriore dimostrazione della attenzione dei cittadini lucchesi alla sensibilità politica che Vaccari ha saputo rappresentare. E’ anche  la conferma di un PD che, a Lucca ed in tante altre città, può essere sempre più laboratorio consapevole e coraggioso del progetto Democratico.

Lucca, 09 giugno 2009                            Massimo Cellai
 

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